Atmosfere cosmiche a Brera

Al ByIT, elegante ristorante e cocktail bar nel quartiere di Brera a Milano,la nuova drink list si legge come una mappa zodiacale. Dodici cocktail d’autore dedicati ai dodici segni zodiacali.

L’intuizione del Bar Manager Dario Schiavoni è chiara: tradurre l’archetipo in materia liquida. Distillati, infusioni e tecnica diventano lessico. Ogni ricetta è concepita come un profilo, ogni ingrediente una variazione sul carattere.

In un’epoca in cui piattaforme anticipano i desideri e luoghi replicano atmosfere, l’idea di personalizzazione è ovunque ma raramente è autentica. Anche la mixology cambia le regole: non più semplice convivialità ma gesto identitario, una scelta che racconta prima ancora di essere spiegata.

La carta zodiacale intercetta questo bisogno con discrezione. Non definisce, suggerisce. Ogni cocktail mette in relazione luce e ombra, slancio e misura del segno zodiacale a cui si ispira lasciando al palato il compito di completare l’esperienza. Ed è tra il primo ed il secondo sorso che il carattere si lascia riconoscere.

Lo spazio amplifica la narrazione. Legno caldo, sedute imbottite, luci soffuse fanno dimenticare di essere nel centro di Milano; appena si entra sembra di varcare la soglia di un locale chic di Cortina.

Nell’aria sentori di bergamotto, di agrumi appena espressi e di distillati che si aprono lentamente nel bicchiere.

Nel caso di chi scrive, segno zodiacale Bilancia, il bicchiere parla una lingua familiare. Michter’s Bourbon e Siete Misterios Mezcal disegnano una struttura calda, stratificata. L’attacco è misurato, quasi trattenuto, poi il sorso si amplifica con naturale coerenza. Il St-Germain apre con la sua nota floreale mentre l’Amaro Lucano accompagna il finale con una nota leggermente amaricante.

Poco distante, sul bancone, eccolo il blu elettrico della Vergine. Un colore netto riconoscibile già da lontano come ogni appartenente a tale segno.

A pochi mesi dal primo anniversario, ByIT Milano consolida una visione coerente: il cocktail come forma di narrazione personale.

Il passaggio è discreto ma decisivo.

Non si tratta soltanto di scegliere cosa bere ma di sentire la propria tonalità.

E mentre il ghiaccio si assottiglia nel bicchiere e il legno intorno scalda, tu pensi che a volte l’identità ha il colore dell’ambra altre quello del blu elettrico.

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